Lanvin Autunno Inverno 2026-2027

Lanvin Autunno Inverno 2026-2027 “BONJOUR MINUIT” di Peter Copping. Articolo di Eleonora de Gray, caporedattrice di RUNWAY RIVISTA. Foto per gentile concessione di Lanvin.

L'ultimo capitolo di Peter Copping per Lanvin, Bonjour Minuit, Copping si immerge nella Parigi degli anni '1920, non attraverso la nostalgia, ma attraverso il linguaggio distillato del fascino, dell'indipendenza e di quel tipo di sicurezza notturna che definiva le donne vestite da Jeanne Lanvin. Copping non ricrea il decennio; ne traduce la geometria emotiva in un guardaroba moderno in cui struttura, volume e chiarezza costituiscono la nuova grammatica della maison.

Presentata all'interno della Galerie de la Géologie et de la Minéralogie al Jardin des Plantes, la mostra si snodava tra vetrine di minerali e vaste formazioni geologiche. Lo spazio, intatto fin dalla sua creazione, fungeva più da complemento architettonico che da arredo: un ritmo monumentale di pietra, vetro e luce che accentuava ogni silhouette man mano che appariva. Lunghi corridoi di marmo scintillante amplificavano la processione, trasformando il... runway in un asse minerale dove eleganza e gravità si intersecano.

Questa non era atmosfera. Era messa in scena: Parigi come casa delle forme.

Il Notturno su Misura

La collezione si è aperta con una sartorialità scultorea, lo strumento scelto da Copping per esprimere autorevolezza senza aggressività. Un abito in lana color antracite, dal taglio aderente e svasato in una gonna svasata, richiamava la precisione dei modelli di Jeanne Lanvin. abiti di stile, ma spogliato di ogni ornamento e rielaborato per un'andatura contemporanea. Un altro era blu notte, con le spalle leggermente arrotondate e la vita leggermente stretta, a suggerire una donna che affronta il suo mondo con delicatezza e controllo.

Copping tratta la sartoria come uno studio del personaggio. Questi abiti parlano, ma con tono misurato: decisioni piuttosto che dichiarazioni.

Il volume come gesto

Dalla sartoria, le silhouette si sono gonfiate in forme più ampie: abiti dai volumi controllati, cappotti dal drappeggio architettonico, capi che si espandevano nello spazio senza sopraffarlo. Un abito color crema con una gonna ampia, simile a una lanterna, sembrava fluttuare, la sua costruzione leggera come un respiro ma matematicamente progettata. Un abito di velluto nero, raccolto sui fianchi in un drappeggio a spirale, incarnava il glamour serale degli anni '1920 filtrato attraverso il modernismo pulito di Copping.

Questi volumi non romanticizzavano il passato; lo trattavano come materia prima da scolpire ex novo. Ogni pezzo portava con sé la libertà degli anni '1920, ma senza i suoi eccessi floridi: una liberazione senza languore.

Il cappotto architettonico

I capispalla hanno caratterizzato la collezione. Un cappotto in lana color granata intenso si curvava in avanti come un guscio protettivo, richiamando l'ambiente minerale circostante. Un altro in gabardine avorio presentava un colletto preciso e scultoreo, che si ergeva sull'attenti come in dialogo con le vetrine di cristalli geologici sullo sfondo.

I cappotti rispondevano direttamente all'architettura della galleria: la luce colpiva la lana nello stesso modo in cui colpiva le sfaccettature minerali, rivelando struttura, peso e raffinatezza.

Un guardaroba parigino dopo mezzanotte

La palette si è mantenuta fedele ai toni notturni della città: nero, blu navy, grigio tempesta, malva sbiadito e, occasionalmente, verde minerale. Copping ha usato il colore come Parigi usa la luce: con parsimonia, ma con un effetto deciso.

Gli accessori riecheggiavano i codici degli anni '1920 senza pastiche. I guanti si estendevano oltre il polso con un'austerità quasi seducente. Le borse assumevano forme spigolose e geometriche, che ricordavano gli interni Art Déco. Le calzature alternavano décolleté scolpite e stivali sottili che allungavano la gamba senza compromettere le proporzioni degli abiti.

Lo stile enfatizzava il movimento: gli abiti fluttuavano nell'aria mentre camminavano; i cappotti si aprivano al ritmo giusto. Tutto si comportava come se fosse stato coreografato per la notte parigina: composto, elegante, sottilmente irrequieto.

Lanvin di Copping: disciplina con polso

Con Bonjour MinuitCopping chiarisce che il suo Lanvin non è una ricostruzione storica, ma un vocabolario disciplinato e vivo. Rispetta l'eredità di Jeanne Lanvin – la maestria artigianale, i ricami architettonici, la devozione alla silhouette femminile – ma rifiuta il sentimentalismo decorativo. Persegue invece chiarezza, struttura e il fascino della sobrietà.

Questa stagione mostra uno stilista pienamente in controllo del suo brief: eleganza parigina spogliata di cliché, spirito anni '1920 distillato nella sua essenza e un guardaroba che si muove durante la notte con intelligenza piuttosto che con nostalgia.

Lanvin a mezzanotte non è un sogno. È una posa: composta, scolpita e inconfondibilmente moderna.

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Inserito da Parigi, 7° arrondissement, Francia.