Balenciaga – L'eredità della clessidra

Balenciaga – Un'eredità di Clessidra. Storia di Balenciaga con l'introduzione di Eleonora de Gray, caporedattrice di RUNWAY RIVISTA. Foto per gentile concessione: Balenciaga.

Introduzione

Nota editoriale di Eleonora de Gray

Le case di moda amano mitizzare la loro geometria, eppure raramente affidano il compasso a un vero filosofo. In un'epoca ossessionata dalle novità effimere, tracciare la curva sacra di Cristóbal Balenciaga richiede qualcosa di più profondo del marketing: richiede archeologia. Dall'allegoria della Temperanza di Ambrogio Lorenzetti a Siena, nel XIV secolo, alla sospensione architettonica nata nell'aria marina di Getaria, la clessidra non è mai stata semplicemente una silhouette. È sempre stata uno strumento di misura, una sfida alla gravità in cui il corpo respira all'interno di un volume scolpito, senza la violenta gabbia del corsetto.

Non poteva che essere una maison enigmatica a presentare una dissertazione anonima in occasione del lancio di una borsa. Eppure, dietro questa anonima modestia aziendale si cela un brillante trattato storico, scritto dal filosofo della moda Benjamin Simmenauer, che colloca Cristóbal Balenciaga non tra i semplici sarti, ma accanto ai cartografi e ai navigatori rinascimentali.

Cristóbal capì che il vero taglio riguarda lo spazio, la sospensione e la moderazione. Per anni, la moda contemporanea ha scambiato quella moderazione per una dura armatura. Entra Pierpaolo Piccioli. Con ClairObscurPiccioli dimostra ancora una volta perché rimane il massimo umanista dell'alta moda moderna. Nella nuova Hourglass Avenue, preserva la sacra curva basca liberandola al contempo dalla fredda rigidità, permettendo alla morbida pelle squadrata di imprimersi, drappeggiarsi e ammorbidirsi al tocco umano. Pierpaolo non si limita a ereditare il lascito di Balenciaga; dona un nuovo impulso alla sua leggendaria struttura portante.

Durante il suo periodo da Balenciaga, Pierpaolo Piccioli compie quello che si può definire un atto di pura grazia poetica. Laddove il lusso moderno ha trascorso un decennio a imprigionare la linea di Cristóbal in una rigida resina, Piccioli introduce il calore italiano e la fluidità emotiva. Rimuove l'involucro rigido per lasciare che la pelle si sgualcisca, viva e ricordi. Nelle mani di Piccioli, l'architettura di Balenciaga cessa di essere una reliquia museale inflessibile; diventa un dialogo intimo con il tempo stesso.

RUNWAY MAGAZINE presenta la cronaca della maison sull'evoluzione di questo capolavoro. L'esplorazione storica ufficiale della Clessidra, pubblicata integralmente.

Storia raccontata dalla Maison Balenciaga

Il filosofo della moda Benjamin Simmenauer ripercorre la silhouette iconica a clessidra della Maison da runway Accessorio per il lancio della borsa Hourglass Avenue di Pierpaolo Piccioli.

Allegoria del Buon Governo — Ambrogio Lorenzetti, Palazzo Pubblico, Siena, 1338
Allegoria del Buon Governo — Ambrogio Lorenzetti, Palazzo Pubblico, Siena, 1338

La clessidra compare per la prima volta nell'Allegoria del Buon Governo di Ambrogio Lorenzetti, un affresco dipinto nel 1338 sulle pareti del municipio di Siena, dove sono raffigurate in fila le virtù che rendono una città governabile. La figura che regge la clessidra è la Temperanza, la virtù della misura. Nel giro di pochi anni divenne un equipaggiamento standard sulle navi: a differenza di un orologio ad acqua, manteneva la sua precisione anche in presenza di movimenti continui.

Cristóbal Balenciaga nacque nel 1895 a Getaria, un porto di pescatori sulla costa basca, il cui altro illustre concittadino, Juan Sebastián Elcano, riportò in patria l'ultima nave di Magellano nel 1522. La flotta aveva lasciato la Spagna con 18 clessidre nel suo inventario. Il padre di Cristóbal, José Balenciaga Basurto, era un marinaio: capitano della Guipuzcoana, una nave di stato a basso pescaggio adibita al servizio doganale che trasportava la regina Maria Cristina e i suoi figli durante le estati a San Sebastián.

Il mare non ha mai abbandonato le creazioni di Balenciaga. La vareuse, la camicia da pesca, è diventata un capo d'abbigliamento a sé stante; una rete da pesca si è trasformata in un abito; il copricapo dell'abito da sposa in gazar a cucitura singola che chiudeva la collezione del 1967, irrigidito e chiuso sulla testa come un cappuccio, era un ricordo dei cappelli cerati indossati a Getaria.

La silhouette a clessidra, il cui primo bozzetto entrò nella maison nel 1939, potrebbe avere la stessa origine. Nella moda, la clessidra indica una vita stretta tra fianchi larghi, una forma che l'abbigliamento occidentale ha costruito fin dal XVI secolo con crinoline, stecche, balene e imbottiture, e quasi mai con il solo corpo.

Schizzi con campione di tessuto — Studio Balenciaga, anni '1940
Schizzi con campione di tessuto — Studio Balenciaga, anni '1940
Servizio fotografico di moda - Estate 1939
Servizio fotografico di moda - Estate 1939

La versione monopezzo è già presente nelle stesse collezioni, in un capo più piccolo e decisamente meno appariscente. Una fotografia della maison, relativa a un tailleur dell'inverno 1939, mostra una giacca con colletto arrotolato e tasche a patta che si stringe in vita per poi allargarsi sui fianchi. La curva è poco pronunciata, la vita appena accennata: un primo tentativo, una versione meno marcata di quello che la maison avrebbe poi reso il suo segno distintivo. La linea vera e propria arriva con i tailleur e le giacche peplum dell'estate 1943, e nel 1945 la svasatura si trasforma in un vero e proprio basco. Da quel momento in poi la forma si fissa e viene riproposta stagione dopo stagione.

Croquis d'atelier — Estate 1945, Look 37
Croquis d'atelier — Estate 1945, Look 37
Fotografie di Roger Schall
Fotografie di Roger Schall

Balenciaga lavorava come un laboratorio: prototipi ricoperti di tracciati e misure geometriche, un parametro modificato alla volta, ogni linea derivata dalla precedente per gradiente piuttosto che per rottura. La maggior parte di queste linee allontana il punto vita (il tonneau del 1946, la tunica del 1955, il sacco del 1957). La clessidra è l'esperimento che lo mantiene.

Completo in piqué bianco, modello 146 — Balenciaga, Primavera 1950
Completo in piqué bianco, modello 146 — Balenciaga, Primavera 1950

Su un tailleur in piqué bianco della collezione primavera 1950, il meccanismo è evidente a prima vista: lunghe cuciture curve partono dagli scalfi, scendono lungo la vita e si estendono fino al bustino, senza alcuna giunzione orizzontale. Le stesse cuciture che stringono il tessuto sono quelle che lo rilasciano sui fianchi, dove la svasatura è tagliata anziché arricciata. Niente corsetto: i fianchi sono modellati con imbottiture interne, le cuciture sono nascoste e il corpo mantiene la libertà di movimento all'interno della curva. I fianchi hanno smesso di essere una gonna e sono diventati un elemento sartoriale. È proprio su questi fianchi sartoriali che la maison punta, annoverando la giacca tra le sue icone, accanto al cappotto a bozzolo.

Borsa a clessidra — Balenciaga, Inverno 2019
Borsa a clessidra — Balenciaga, Inverno 2019

Nell'inverno del 2019, Balenciaga ha lanciato la borsa Hourglass. Si tratta della trasposizione di una forma da una categoria di design a un'altra: il profilo della giacca, stretto al centro e svasato alla base, reinterpretato in pelle. Il formato è quello di una piccola borsa a mano con patta. Possiede inoltre una caratteristica insolita per una borsa strutturata: una base arcuata, sulla quale oscilla anziché rimanere in piedi. Una borsa strutturata su un tavolo dovrebbe semplicemente appoggiarsi. Questa, invece, poggia su una curva, stabile ma sollevata alle estremità: l'"allure en suspension" di Cristóbal trasferita in un oggetto da portare con sé. Molte star l'hanno sfoggiata, rendendo la Hourglass uno degli oggetti più iconici della maison.

Borsa Hourglass Avenue — Balenciaga di Pierpaolo Piccioli, Collezione Inverno 26, ClairObscur
Borsa Hourglass Avenue — Balenciaga di Pierpaolo Piccioli, Collezione Inverno 26, ClairObscur

Presentata con la collezione Inverno 26, ClairObscur, la Hourglass Avenue di Pierpaolo Piccioli mantiene la curvatura ma cambia ciò che la sostiene. Il corpo è rielaborato in pelle box, morbida e strutturata allo stesso tempo, la cui lucentezza imprime ogni piega che la borsa acquisisce con l'uso. Per 10 anni la clessidra di Balenciaga è stata rigida: pinces e imbottitura nel 2016, schiuma e resina in seguito, una scatola in pelle nel 2019. La Avenue si lascia andare. I lati si incurvano, il corpo si ammacca dove è stato impugnato, la pelle conserva i segni; solo la base rimane tesa, incurvandosi al centro e puntando verso gli angoli. Mentre Cristóbal nascondeva le cuciture per permettere al corpo di muoversi all'interno della curva, Pierpaolo rimuove il guscio e lascia che anche la curva si muova.

Una clessidra misura il tempo. Questa ne registra la durata.

Da Parigi, Francia