Dolce&Gabbana Alta Sartoria 2026

Dolce & Gabbana Alta Sartoria 2026 “Sussurri Sacri al Teatro Antico”. Articolo di Eleonora de Gray, caporedattrice di RUNWAY RIVISTA. Foto per gentile concessione di Dolce Gabbana / Marco Pionato.

Sussurri sacri al Teatro Antico

Un canto devozionale dell'anima siciliana

Canta, Musa, del teatro scolpito nella pietra e nel cielo,

Dove giacciono fantasmi romani e re mortali sotto l'Etna.

Mentre il sole tramontava e le candele sacre ardevano,

Il cuore tragico e meraviglioso dell'antica Trinacria è tornato.

Un principe del crepuscolo calca l'antico palcoscenico stanotte,

Avvolta in un mantello da opera di velluto dorato e leggero.

Sotto i pesanti rotoli di puro filo bizantino,

Con stivali da equitazione da jet per seguire le orme degli eroi,

Indossa i pesanti gioielli di una stirpe nobiliare perduta da tempo,

Avvolto nella silenziosa solennità di un santuario dimenticato.

Accanto a lui cammina un'ombra avvolta in una notte profonda e ricca di texture,

Una maglia pesante nera e oro per catturare la luce tremolante.

Sul suo petto è cucito uno stemma imperiale di polvere d'oro,

Mentre i pantaloni in jacquard scuro e selvaggio parlano di terre che governa da solo.

Egli marcia con il passo fermo dell'antica legge dell'onore,

Una maestria sartoriale discreta ma ineguagliabile, capace di lasciare senza parole.

Un dio giovane appare, vestito di avorio strutturato,

Con cordoni dorati in rilievo che attraversano il suo petto scolpito.

Una fascia di seta color crema pende morbida, con frange di semplice grazia,

Mentre i pantaloni di broccato color argento e oro riflettono il luogo sacro.

I suoi stivali di cuoio si alzano per incontrare la pesante corona dorata

Intrecciato sulle sue tibie, come se fosse appena uscito da una città mitica.

Poi arriva una meraviglia dipinta dalla mano amorevole di un maestro:

Un cappotto da opera che racconta la storia di questa terra vulcanica.

Dalla baia azzurra di Taormina alle cime fumanti dell'Etna,

Ogni foglia verde e ogni antica rovina sono immerse in una luce accecante.

Una scena di tranquilli pastori e pecore lanose al pascolo,

Intrecciato in un arazzo così profondo da far piangere gli angeli.

Un amante dagli occhi scuri scivola nel pizzo, trasparente come la brezza,

Con rampicanti dorati in stile barocco che si arrampicano sugli alberi come edera.

Una pesante fascia di seta nerissima gli è avvolta intorno alla vita,

Sopra i pantaloni dorati e fioriti, con un movimento fluido, risaltava la grazia.

Lui è il canto verista, l'amore che non può morire,

Sotto lo sguardo vigile del cielo notturno siciliano.

Un re avvolto in un pesante velluto si avvolge le spalle per proteggersi dal freddo,

Avvolti in abiti di un bordeaux intenso e ricco che immobilizzano il teatro.

La foglia d'oro scorre come fiumi lungo il suo colletto e la sua manica,

Disegni così intricati che solo gli dei avrebbero potuto concepirli.

Cammina con passi silenziosi come perle, uno spettacolo maestoso e solenne,

Un monumento sacro allo stile prima dell'arrivo della notte.

E lì le colline di pietra antica sono catturate su una piccola giacca,

Dove si ergono colonne romane e gli archi fatiscenti non crollano mai.

Con alti stivali da equitazione neri e pantaloni di un grigio scuro e strutturato,

Il modello porta sulle spalle la gloria del giorno.

Il Teatro Antico rivive sul suo petto su misura,

Una preghiera visiva che dona pace alla mente stanca.

Infine, il ricordo di casa è disegnato in bianco e nero,

Una semplice giacca di velluto scuro per salutare l'alba che sorge.

Con ricami bianchi di fiori, come il prezioso pizzo di famiglia,

Tramandata di generazione in generazione in questo luogo sacro e baciato dal sole.

Porta con sé la storia silenziosa di famiglie vere e profonde,

Una sacra veglia che i figli della Sicilia manterranno.

Dolce Gabbana Alta Sartoria 2026 Dietro le quinte Runway Magazine (21)

L'anima operistica della mascolinità: Dolce & Gabbana Alta Sartoria 2026

Se la collezione Alta Moda presentata da Radicepura era un sogno febbrile di dee celestiali, la presentazione di Alta Sartoria nello storico Teatro Antico greco-romano di Taormina è stata una lezione magistrale di drammaticità cruda e concreta. Sotto un cielo che si oscurava, con le candele tremolanti che illuminavano i livelli superiori dell'anfiteatro, Domenico Dolce e Stefano Gabbana hanno trasformato l'antico palcoscenico in pietra in una tela operistica della mascolinità siciliana.

La serata è stata presentata come uno spettacolare pre-runway performance ispirata all'opera verista di Pietro Mascagni del 1890, Cavalleria RusticanaPescatori locali, contadini rissosi e vedove che puntavano il dito in abiti di pizzo nero popolavano la scena prima che un singolo look sfilasse, creando un'atmosfera di onore in gioco, intensa devozione e amore tragico. Quando le modelle finalmente emersero, non camminarono come le solite runway figure; si presentarono come un pubblico d'élite diretto all'opera, avvolti in lussuosi mantelli, con in mano borse di pelle strutturate e calzando eleganti stivali da equitazione alti fino al ginocchio.

Ombre, velluto e il barocco d'oro

La collezione rappresentava un dialogo profondamente personale tra la ricca storia delle case siciliane e l'opulenza assoluta e senza compromessi del barocco italiano. La sartorialità era fluida, scenografica e completamente svincolata dai limiti del minimalismo moderno:

  • Il cappotto da opera: Con la silhouette di un classico abito nobiliare, maestosi mantelli di velluto nero intenso, lunghi fino ai piedi, erano incorniciati da pesanti ricami tridimensionali in filo d'oro. Gli intricati motivi barocchi si snodavano sulle spalle e orlavano gli orli, offrendo una protezione scenografica a gilet doppiopetto sartoriali e sciarpe bianche impeccabili.
  • Lo stemma dorato: Incarnando la ricca drammaticità del protagonista verista, pesanti maglioni neri a maglia erano appesantiti da fitti e magnifici stemmi e catene dorate intrecciati direttamente sul petto e sulle spalle. Abbinati a pantaloni jacquard scuri con motivi discreti, infilati in stivali coordinati, il look ridefiniva il lusso casual moderno con un peso storico.
  • L'armatura a corde: Una splendida canotta color avorio è stata reinterpretata come un corsetto strutturato e senza maniche. Cordoncini dorati e ricami in altorilievo delineavano il petto con motivi classici e simmetrici, fissati in vita da una fascia asimmetrica color crema con dettagli a frange che fluttuava elegantemente sopra pantaloni in broccato metallizzato argento e oro.

Panorami ricamati: terra, mare e pietra

Il massimo omaggio alla bellezza di Trinacria non fu reso attraverso motivi decorativi sui tessuti, bensì con paesaggi pittorici ricamati direttamente sugli abiti:

  • L'arazzo dell'Etna: Con un'incredibile prodezza di ricamo, un lungo cappotto sartoriale e strutturato si è trasformato in una tela per il paesaggio siciliano. Ogni dettaglio – dalle scintillanti acque blu della baia di Taormina ai verdi pendii dell'Etna, con tanto di pecore bianche al pascolo e antiche rovine in pietra – è stato meticolosamente ricamato con un realismo pittorico.
  • Il teatro in rovina: Le antiche colonne e gli archi del Teatro Antico sono stati immortalati sul petto di una giacca corta a collo alto. Dipinte a mano e riccamente ricamate, le rovine architettoniche risaltavano splendidamente su uno sfondo azzurro tenue, abbinandosi con disinvoltura a pantaloni scuri e stivali di pelle alti.

Lino devozionale e vesti imperiali

Profondamente radicata nell'autenticità delle tradizioni popolari locali, la collezione giocava con i ricordi di preziose lenzuola di famiglia e di cerimonie religiose:

  • Il velluto cimelio: Evocando la sacralità della biancheria lavorata a mano tramandata di generazione in generazione, una giacca di velluto nero, dal taglio deciso, era impreziosita da un ricamo floreale bianco a contrasto. I delicati motivi in ​​pizzo in stile Cantù risalivano le maniche e i revers, emergendo come un ricordo custodito nel tempo.
  • Il monarca di Borgogna: Avanzando con assoluta maestà, una lunga veste di velluto color bordeaux intenso era completamente ricoperta da tortuosi ricami in foglia d'oro. Legata in vita con una pesante fascia di velluto che terminava con nappe dorate, la veste trasformava l' runway in una corte reale, riflettendo la grandiosità teatrale che solo Alta Sartoria sa evocare.

Mentre lo spettacolo si concludeva con una drammatica marcia funebre che seguiva il clero, il tragico incantesimo di Cavalleria Rusticana La barriera si ruppe in un attimo. Gli stilisti emersero insieme a quasi 100 modelle, scendendo dall'antico palco per chiacchierare, ridere e posare per le foto con gli ospiti, lasciando l'antica pietra di Taormina vibrante dell'energia indimenticabile di un capolavoro siciliano moderno.

Il grande epilogo

Quando la solenne marcia funebre di Cavalleria Rusticana Sfociata in una standing ovation, la tragica magia dell'antica Sicilia si è spezzata nel modo più moderno possibile: una gloriosa sessione di selfie che ha infranto la quarta parete. In un lampo, modelli solenni in sontuosi mantelli da opera di velluto dorato e lucenti stivali da equitazione posavano con Erling Haaland, mentre gli ospiti socializzavano sotto la tremolante luce delle candele romane del Teatro Antico. Domenico e Stefano non si sono limitati a disegnare abiti; hanno costruito una macchina del tempo con fili d'oro e velluto, dimostrando che nel teatro dell'Alta Sartoria l'onore può essere una questione di vita o di morte, ma un'uscita di scena spettacolare e impeccabile è assolutamente imprescindibile.

Guarda tutti i look Dolce & Gabbana Alta Sartoria 2026

Da Parigi, Francia