Prada Primavera Estate 2027 “La gonna come oggetto”. Articolo di Kate Granger, redattrice di RUNWAY RIVISTA. Foto per gentile concessione di Prada.
Interrogare la moda dalla vita in giù significa spogliarla di ogni distrazione teatrale. La giacca detta autorità, il cappotto impone silhouette, ma la gonna governa movimento, cadenza e moderazione. Quando Miuccia Prada e Raf Simons si sono incontrati sulla runway Per la primavera/estate 2027, la loro dichiarazione ha abbandonato i total look in favore di un nucleo singolare e ossessivo: la gonna come forma pura, uniforme e laboratorio concettuale.
Prada tratta questo capo universale come un artista si approccia a una tela preparata. È un sistema pragmatico simile a una t-shirt bianca: versatile, disinvolto se abbinato a un maglione o a una camicia, ma al contempo capace di una profonda sovversione senza alterare la presenza fondamentale di chi lo indossa. Vent'anni dopo le sue prime lezioni di riduzione radicale, questa presentazione è uno studio senza compromessi entro parametri rigorosi. È un'esplorazione della forma, dell'utilità e delle sottili tensioni tra modestia ed esposizione.
Dalle kaunakes sumere all'orlo moderno
Molto prima che il guardaroba contemporaneo riducesse l'abbigliamento a mera novità consumistica, la gonna rappresentava l'architettura fondante della civiltà. Come documentato nei profondi archivi storici di Runway MagazineLe origini del capo trascendono le distinzioni di genere e le convenzioni sociali:
- Le statuette arcaiche della cultura Vinča (circa 5700-4500 a.C.) raffigurano donne avvolte in gonne rudimentali, definendo la silhouette agli albori dell'Età del Rame.
- In tutta la Mesopotamia, i Sumeri si cingevano la vita con i kaunake, pesanti fasce frangiate fissate da spesse cinture.
- Nell'antico Vicino Oriente e in Egitto, la gonna fungeva da uniforme universale ed egualitaria per la sopravvivenza quotidiana.
La modernità ha trasformato la gonna in un campo di battaglia di centimetri. Il XIX secolo l'ha codificata in ampie crinoline, dove gabbie metalliche e tessuti voluminosi, registrati nei primi archivi di brevetti francesi, privilegiavano il decoro alla libertà di movimento. Il vero cambiamento epocale si è verificato quando, all'inizio del XX secolo, gli innovatori hanno iniziato a tagliare il tessuto per liberare i movimenti femminili. Jeanne Lanvin ha introdotto l'accorciamento dell'orlo tra il 1908 e il 1910, seguita da Paul Poiret, che ha osato mostrare la caviglia e far intravedere calze colorate sotto cappotti accorciati. Decenni dopo, quando le strade della Parigi e della Londra degli anni '60 esigevano un'autonomia radicale, il sarto Lucien David Langman si è unito a Courrèges e Quant nel tagliare sopra il ginocchio. L'orlo è diventato un indice indelebile di libertà.
Prada e Simons si inseriscono direttamente in questo continuum storico, non per ripetere drammi storici né per assecondare la nostalgia, ma per analizzare i meccanismi moderni di come il tessuto avvolge la parte inferiore del corpo.
La geometria del pragmatismo: fascette, velcro e bordi grezzi
Primavera/Estate 2027 runway Reinterpreta la gonna a portafoglio trasformandola in un capolavoro di minimalismo industriale. Invece di affidarsi alle tradizionali chiusure a gancio o alle discrete cerniere laterali, i capi puntano sulla funzionalità pura e su chiusure brutaliste.
Si pensi alla gonna di lana color giallo zolfo, tagliata appena sotto il ginocchio, che cade con una rigidità architettonica che oscilla contro il passo pur rimanendo ancorata da un davanti sovrapposto e discreto.Si abbina a un pesante dolcevita color antracite, rifiutando gli eccessi decorativi a favore di una silhouette austera e decisa.In un'altra variante, una gonna a tubino a portafoglio verde smeraldo si posiziona leggermente bassa in vita, fissata da una fascia nera industriale che ricorda un velcro di alta qualità, permettendo a uno spacco asimmetrico di aprirsi dinamicamente sopra il ginocchio..
La collezione interrompe costantemente le superfici pulite con abrasioni intenzionali:
- Una gonna strutturata color grigio melange è spaccata diagonalmente sulla coscia, lasciando intravedere una sottoveste lilla a contrasto ricoperta di perline floreali nere come l'ebano, il tutto rifinito da un orlo grezzo e non rifinito.
- I drappeggi color menta pallido e giallo burro si avvolgono intorno ai fianchi come origami piegati, con profondi inserti di lana scura da abito che fanno capolino attraverso delle fessure mentre chi li indossa cammina.
- Gonne di lana color antracite intenso rivelano sottili inserti di seta color rosa antico impreziositi da delicati ricami botanici, in contrasto con orli volutamente sfrangiati che smantellano la compostezza borghese dell'abbigliamento da ufficio classico.
- Il cappotto borghese per eccellenza si trasforma in un abito-cappotto bianco, leggerissimo e doppiopetto, stretto leggermente in vita per lasciare che la gonna si allarghi in una forma austera a campana tipica della metà del secolo scorso.
Prada e Simons prendono il linguaggio della sartoria su misura e lo scontrano con le chiusure industriali, lasciando i bordi grezzi per ricordare allo spettatore il tessuto nella sua realtà materiale.




Brutto chic, superfici inedite e desideri concreti
Sotto la precisione tecnica si cela l'irriverenza estetica che contraddistingue Prada: la tensione voluta del "brutto chic". Il duo di stilisti gioca con tessuti ingannevoli, utilizzando cotoni rivestiti per imitare la pelle, insieme a maglie fitte e tessuti sintetici tecnici trasparenti.
Dove la sartorialità lascia il posto alla sera, la collezione scatena un'eccentricità controllata. Un top senza maniche abbinato a un tubino al ginocchio si trasforma in un campo esplosivo di paillettes floreali.Strati di fiorellini di cristallo, grappoli di pietre sfaccettate e riflessi metallici scintillanti rivestono la silhouette come un giardino cristallizzato sotto l'ambra, pur mantenendo un contorno dritto e inflessibile, come quello di una matita.Ad accompagnare queste parti inferiori decise, i top oscillano tra pesanti maglioni girocollo, gilet di lana senza maniche effetto invecchiato e una serie di originali top a reggiseno.Il reggiseno, che funge da capospalla – un giocoso richiamo ai primi archivi di Miu Miu – alleggerisce la parte superiore del corpo, lasciando che le gonne catturino l'attenzione intellettuale della stanza.
Elevando un singolo capo a vero e proprio trattato di design, Prada e Simons dimostrano che la vera intelligenza sartoriale non richiede una grande messa in scena teatrale. La gonna rimane un dialogo intimo tra chi la indossa, la strada e l'atto stesso del camminare.
Guarda tutti i look Prada Primavera 2027































































